Il valore catastale di un immobile è un valore che viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per determinare l’imponibile fiscale dell’immobile. Esso viene calcolato sulla base di diverse variabili, come la localizzazione, le caratteristiche del fabbricato e le condizioni economiche del mercato immobiliare.

Per calcolare il valore catastale di un immobile, è necessario seguire alcuni semplici passaggi:

  1. Trovare il valore di mercato dell’immobile: per fare ciò, è possibile rivolgersi a un’agenzia immobiliare o fare una ricerca online per vedere quali sono i prezzi di vendita o di affitto di immobili simili nella zona.
  2. Moltiplicare il valore di mercato per il coefficiente di rivalutazione: il coefficiente di rivalutazione è un valore stabilito dallo Stato che viene utilizzato per adeguare il valore di mercato all’inflazione. Per trovare il coefficiente di rivalutazione, è sufficiente fare riferimento alle tabelle pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.
  3. Dividere il risultato ottenuto per il coefficiente di redditività: il coefficiente di redditività è un valore che tiene conto della rendita media dei fabbricati della stessa zona. Anche in questo caso, è possibile fare riferimento alle tabelle pubblicate dall’Agenzia delle Entrate per conoscere il coefficiente di redditività del proprio comune.
  4. Moltiplicare il risultato ottenuto per il fattore di produttività: il fattore di produttività è un valore che tiene conto delle caratteristiche dell’immobile, come la superficie, il numero di piani e la presenza di eventuali pertinenze. Anche in questo caso, è possibile fare riferimento alle tabelle pubblicate dall’Agenzia delle Entrate per conoscere il fattore di produttività del proprio immobile.

Una volta eseguiti questi passaggi, si avrà il valore catastale dell’immobile e sarà sufficiente moltiplicarlo per l’aliquota stabilita dallo Stato per ottenere l’imponibile fiscale dell’immobile.

Come calcolare la base imponibile per i fabbricati iscritti in catasto.

Per i fabbricati inscritti in catasto, la base imponibile è data dalla rendita catastale dell’immobile e rivalutata del 5%,poi moltiplicata: 

  • per 34 per i fabbricati della categoria C/1.
  • per 50 per i fabbricati del gruppo catastale D e della categoria A/10;
  • per 100 per i fabbricati dei gruppi catastali A e C (con esclusione delle categorie A/10 e C/1);
  • per 140 se si tratta di fabbricati classificati nei gruppi catastali B (collegi, convitti, ecc.)

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