L’Ente Urbano

2 Feb, 2024

L’Ente Urbano: significato

Capita spesso, durante la consultazione di una Visura Catastale, di imbattersi nella descrizione di una particella come “Ente Urbano”. Questo termine indica che il terreno è stato soggetto a un aggiornamento catastale di tipo mappale, un processo che coinvolge l’inserimento di nuovi fabbricati nella mappatura catastale. Tali edifici saranno successivamente inclusi nel Catasto Fabbricati, evidenziando un importante passo nell’evoluzione della destinazione d’uso del suolo.

L’accatastamento di un mappale come Ente Urbano può avvenire mantenendo lo stesso identificativo o assegnandone uno differente, ma comunque correlato. Questa informazione viene dettagliata nella visura del mappale nel Catasto Terreni, fornendo chiarezza sulle modifiche apportate alla configurazione del terreno.

Caratteristiche Distintive del Mappale Ente Urbano

Il mappale, quando classificato come Ente Urbano, appare nel Catasto Terreni senza indicazioni di dati di classamento e intestazione. Questo fatto riflette le sostanziali modifiche apportate al terreno, rendendolo inutilizzabile per scopi agricoli. Al contrario, il suolo assume una nuova identità, adatta esclusivamente a scopi urbani. Questi scopi possono spaziare dalle attività commerciali alle residenziali e industriali, rappresentando una trasformazione significativa nella natura del territorio.

Le modifiche ricevute dal terreno sono così radicali che l’originaria destinazione agricola viene completamente trasformata. L’Ente Urbano, quindi, si configura come un segno tangibile dell’evoluzione e della crescita urbana, riflettendo le mutevoli esigenze della società in termini di spazio e infrastrutture.

Differenze tra Ente Urbano ed Area Urbana

Una domanda comune che potrebbe sorgere riguardo al Mappale come Ente Urbano è se questo sia equivalente all’Area Urbana. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che non sono la stessa cosa. L’Area Urbana rappresenta la pertinenza scoperta di un fabbricato o di un lotto, caratterizzata dalla possibilità di intestazione e volturazione. Essa è dichiarata con la categoria “F/1”, accompagnata dall’obbligo di indicare la superficie.

A differenza dell’Ente Urbano nel Catasto Terreni, per l’Area Urbana non è richiesta la presentazione della planimetria catastale. Questo perché, nel caso di frazionamento, l’area è già definita come una nuova particella. Se, invece, l’Area Urbana è identificata come un subalterno di una particella urbana, la rappresentazione dell’area deve avvenire esclusivamente nell’elaborato planimetrico, anche in assenza di parti comuni, rispettando la scala grafica appropriata.

Conclusione: l’Urbanizzazione nel Catasto Terreni

In conclusione, l’inserimento di un mappale come Ente Urbano nella Visura Catastale non solo indica un cambiamento nella classificazione del suolo ma riflette una trasformazione più ampia verso finalità urbane. Questa transizione testimonia la dinamicità delle città e dei territori, adattandosi alle mutevoli esigenze della società. La comprensione delle differenze tra Ente Urbano e Area Urbana è cruciale per navigare nel complesso mondo della cartografia catastale, fornendo chiarezza su come il suolo viene ridefinito e utilizzato in risposta alle sfide contemporanee.

Crediti foto: Foto da Pixabay

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