Consultazione rendite catastali

31 Lug, 2023

La consultazione della rendita catastale permette di ottenere informazioni riguardanti qualsiasi immobile presente sul territorio nazionale, escludendo il catasto tavolare delle province autonome di Trento e Bolzano. Attraverso questa consultazione è possibile ottenere i seguenti dati:

  • La rendita al Catasto Fabbricati;
  • I redditi dominicali e agrari al Catasto Terreni.

Esistono due modi per effettuare la consultazione della rendita catastale: attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate oppure tramite i portali specializzati come TrovaVisure.

La verifica della rendita catastale ha diverse utilità. Innanzitutto, è importante per i proprietari immobiliari perché fornisce loro consapevolezza riguardo all’entità delle tasse da pagare in base ai propri beni immobili. Inoltre, durante il processo di compravendita di un immobile, la rendita catastale è utile anche per il potenziale acquirente. Infatti, grazie a questa informazione, l’acquirente potrà conoscere in anticipo le spese che potrebbe affrontare nell’acquisto di una determinata casa.

L’articolo di legge che disciplina la rendita catastale stabilisce che essa “costituisce la base per la determinazione del reddito imponibile soggetto alle imposte e alle sovrimposte”. La rendita catastale rappresenta quindi il valore attribuito a tutti i beni immobili in grado di generare reddito. Questo valore viene calcolato e definito con finalità fiscali ed è essenziale per comprendere la propria situazione fiscale e adempiere agli obblighi tributari.

Per ottenere la consultazione delle rendite catastali, il valore relativo alla rendita catastale può essere ottenuto direttamente dalla visura catastale per un immobile censito al Catasto Fabbricati, mentre deve essere calcolato per un immobile censito al Catasto Terreni.

Nel caso di un fabbricato, alcuni dati concorrono alla determinazione della rendita catastale e sono i seguenti:

  1. Consistenza: si riferisce alle dimensioni dell’unità immobiliare. Per gli immobili di categoria A (abitazioni private e uffici), è espressa in vani; per gli immobili di categoria C (negozi, magazzini), è espressa in metri quadrati; per gli immobili ad uso collettivo come ospedali, scuole, caserme, è espressa in metri cubi.
  2. Categoria: rappresenta la categoria all’interno della quale è classificata l’unità immobiliare.
  3. Zona censuaria: indica la porzione di territorio in cui si trova l’immobile e ha precise caratteristiche ambientali e socioeconomiche. Ogni comune può avere una o più zone censuarie in base alla composizione e alla diversità dei territori.
  4. Classe: si riferisce alla caratteristica degli immobili di categoria A, B e C che ne determina la produttività. Se il comune in cui si trova l’immobile ha una sola zona censuaria, la classe sarà indicata come “U”. Se ci sono più zone censuarie con redditi diversi, verrà indicato un numero per identificare la classe.

Comprendere questi dati è utile per comprendere come viene calcolata la rendita catastale di un fabbricato e per ottenere la consultazione corretta delle rendite catastali.

Per calcolare la rendita di una particella catastale, si utilizza la visura catastale come base di partenza. Questo documento fornisce informazioni come la superficie e il reddito catastale, suddiviso in Reddito Dominicale e Reddito Agrario, nel caso di una particella di Catasto Terreni. Per i terreni agricoli, è necessario rivalutare il Reddito Dominicale o il Reddito Agrario utilizzando un moltiplicatore che varia a seconda se il terreno è di proprietà (Rendita Dominicale) o viene coltivato da un coltivatore diretto o imprenditore agricolo (Rendita Agraria).

Le particelle catastali che rappresentano terreni edificabili o aree edificabili non hanno una rendita catastale diretta. Per calcolare la rendita catastale, è necessario attribuire un valore medio di mercato per metro quadrato, che viene stabilito dall’ufficio del Territorio dell’Agenzia delle Entrate, e moltiplicarlo per la superficie catastale indicata nella visura catastale. Il valore risultante rappresenta la base imponibile utilizzata per determinare tasse e tributi. Per le particelle di Catasto Fabbricati, invece, la rendita viene determinata tramite la procedura di accatastamento DocFa. che considera le caratteristiche tecniche e funzionali del fabbricato per assegnare una categoria catastale e la relativa rendita catastale, come spiegato nel paragrafo precedente.

La consultazione delle rendite catastali presso l’Agenzia delle Entrate coinvolge un calcolo basato sulla moltiplicazione della consistenza dell’immobile per il corrispondente valore indicato nelle tariffe d’estimo. Per ottenere il valore finale, è necessario considerare i seguenti elementi:

  • Dimensione dell’immobile: espressa in vani catastali, metri quadrati o metri cubi.
  • Estimo: un valore numerico assegnato all’immobile in base alla sua ubicazione e destinazione d’uso.

Le tariffe d’estimo vengono elaborate dall’Agenzia del Territorio tenendo conto del Comune, della zona censuaria, della categoria catastale e della classe di merito dell’immobile in questione. Nella maggior parte dei casi, il calcolo della rendita catastale viene effettuato moltiplicando la consistenza per la tariffa unitaria specifica del Comune e della zona censuaria, corrispondente alla categoria e alla classe. Le unità immobiliari appartenenti alle categorie D ed E sono escluse da questo calcolo e richiedono una stima diretta per determinare la rendita.

La verifica della rendita catastale può essere utile per diverse ragioni, tra cui:

  • Calcolare le imposte sulla casa come IMU, TASI e TARI.
  • Determinare il valore dell’imposta di registro, imposta ipotecaria e catastale per la stipula di un atto di compravendita immobiliare.
  • Calcolare l’eventuale imposta sulle successioni e donazioni.

Esiste anche un tipo speciale di rendita catastale chiamata “rendita rivalutata”, che viene utilizzata nella tassazione dei contratti di locazione. Inoltre, è impiegata nella ripartizione del reddito imponibile tra l’abitazione principale e le relative pertinenze, che sono censite nel Catasto con categorie catastali diverse (ad esempio, C/6 per i posti auto o C/2 per cantine e locali di deposito). È importante ricordare che la consultazione delle rendite catastali possedute è utile per calcolare altre imposte, detrazioni o bonus che non sono direttamente collegati all’immobile, ma al reddito complessivo, poiché fa parte del reddito personale, familiare o aziendale.

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