La Tassa sui Rifiuti (TARI) è una tassa destinata a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. È dovuta da chiunque possieda o utilizzi locali o aree che producono rifiuti. La TARI è stata introdotta nel 2014 dalla Legge di Stabilità del 2014 e fa parte dell’Imposta Unica Comunale (IUC) insieme all’Imposta Municipale Propria (IMU) e al Tributo per i Servizi Indivisibili (TASI). La TARI ha sostituito il Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi (TARES), che è stato in vigore solo nel 2013 e che a sua volta aveva sostituito altri prelievi relativi alla gestione dei rifiuti. Nel 2020, la IUC è stata abrogata, ma l’IMU e la TARI sono rimasti in vigore. I comuni che utilizzano sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti possono optare per una tariffa come corrispettivo al posto della tributaria TARI.
Per il calcolo della Tari bisogna prendere in considerazione anche le pertinenze?
Anche le pertinenze dei locali adibiti a civile abitazione sono soggette alla TARI e vengono considerate come “utenza domestica” per quanto riguarda l’applicazione della tassa. Per tassare correttamente le pertinenze, è necessario includere la loro superficie nella superficie dell’alloggio e calcolare la quota fissa della tariffa dovuta per ogni utenza domestica. Alla quota fissa così calcolata deve essere poi aggiunta la quota variabile, che viene calcolata in base al numero di occupanti, ma non in base alla superficie.
Alcune aree, come le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili non operative o le aree comuni condominiali, sono escluse dalla tassazione della TARI
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