la normativa italiana prevede che per essere considerata abitazione, un unità immobiliare deve avere delle caratteristiche tali che consentano di viverci in modo adeguato.
L’abitazione per essere giudicata tale deve possedere una prerogativa, deve avere un vano destinato a cucina.
In poche parole per abitazione si intende una unità immobiliare urbana, censita al catasto fabbricati nella categoria catastale A, ad esclusione delle categorie A/9 e A/10.
Queste categorie variano a seconda del tipo di abitazione: civile, economica, popolare, ultrapopolare, rurale, villino, villa, signorile.
Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) fornisce una propria definizione di abitazione principale, identificandola come l’immobile di proprietà di una persona fisica nel quale questa dimora abitualmente. Inoltre, è considerata abitazione principale anche se è abitata abitualmente dai suoi familiari.
L’articolo 15 del TUIR specifica: “Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Non si tiene conto delle variazioni dipendenti da trasferimenti per motivi di lavoro. Non si tiene conto, altresì, delle variazioni dipendenti da ricoveri permanenti in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che l’unità immobiliare non risulti locata.”
È quindi importante comprendere i concetti di dimora abituale e di familiari del proprietario dell’immobile, che possono essere una casa, un appartamento o un fabbricato.
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